Iniziare a utilizzare Signed Exchange nella Ricerca Google

Signed Exchange (SXG) consente alla Ricerca Google di precaricare i tuoi contenuti preservando al tempo stesso la privacy dell'utente. In pratica, se il sito web associato supporta SXG, i risultati AMP e non AMP mostrati nella Ricerca Google potrebbero precaricare alcune risorse chiave (ad esempio HTML, JavaScript, CSS, immagini o caratteri) senza compromettere la privacy.

In sostanza, quando l'utente fa clic sul risultato, la pagina web inizia a eseguire il rendering molto prima, in quanto le risorse chiave sono già disponibili, migliorando così l'esperienza utente. Ciò potrebbe comportare un punteggio per la metrica Largest Contentful Paint (LCP) più basso per i tuoi contenuti. Anche se la Ricerca Google non considera l'utilizzo di SXG come un fattore che influisce direttamente sul ranking, un punteggio LCP più basso potrebbe avere delle ripercussioni in quanto l'esperienza sulle pagine è considerata un fattore rilevante.

Implementare SXG

Per implementare SXG, segui la guida approfondita di web.dev.

Per le pagine AMP, segui la guida approfondita di amp.dev.

Google utilizza una cache di scambi SXG per precaricare i tuoi contenuti e potrebbe pubblicare questi scambi memorizzati nella cache più volte.

Per assicurarti che i contenuti aggiornati vengano visualizzati nella Ricerca Google, imposta i valori relativi alla data di scadenza di uno scambio SXG in modo appropriato. Come regola generale, assicurati che la data di scadenza sia precedente a entrambe queste date:

  • La scadenza della cache determinata dalle intestazioni HTTP.
  • Se i contenuti sono creati tramite JavaScript o JavaScript incorporato: 1 giorno dopo, altrimenti 7 giorni dopo.

Per assicurarti che i contenuti vengano visualizzati correttamente quando sono pubblicati su più dispositivi, procedi come riportato di seguito:

  1. Sposta i contenuti personalizzati, ad esempio i carrelli degli acquisti, in elementi con caricamento lento che non fanno parte dello scambio SXG. Ad esempio, firma solo le risorse in cui l'intestazione Cache-Control include l'istruzione public.
  2. Utilizza il responsive web design per la creazione delle pagine. In alternativa, puoi pubblicare le pagine per desktop e dispositivi mobili su URL distinti o annotare le pagine per indicare che non sono adattabili utilizzando il meta tag supported-media. Ad esempio, nell'elemento <head> della pagina, aggiungi il seguente tag:
    <meta name=supported-media content="only screen and (max-width: 640px)">

Monitorare ed eseguire il debug di SXG

Per un elenco degli strumenti che puoi utilizzare per eseguire il debug di SXG, consulta la guida di web.dev agli strumenti SXG.

Per le pagine non AMP, utilizza il report Statistiche di scansione per monitorare gli errori di recupero. Nel caso in cui Googlebot non riesca ad analizzare uno scambio SXG, potrebbe eseguire nuovamente la scansione dell'URL senza application/signed-exchange;v=b3 nell'intestazione Accept per recuperare la variante text/html.

Per le pagine AMP, utilizza il report sullo stato delle pagine AMP in Search Console per monitorare gli errori di SXG.

Eseguire il debug della cache SXG di Google

Per determinare se SXG soddisfa i requisiti della cache, interroga direttamente la cache SXG di Google. Ad esempio, se l'URL di uno scambio SXG è https://signed-exchange-testing.dev/sxgs/valid.html, formula l'URL della cache corrispondente:

https://signed--exchange--testing-dev.webpkgcache.com/doc/-/s/signed-exchange-testing.dev/sxgs/valid.html

L'algoritmo per il calcolo del sottodominio e del suffisso del percorso dell'URL è lo stesso della cache AMP, mentre la stringa infisso /doc/-/ è diversa.

Se la risposta è uno scambio SXG, significa che la risposta dal server di origine soddisfa i requisiti della cache SXG di Google. In caso contrario, includerà un'intestazione HTTP che indica il motivo.

  • Se è presente un'intestazione Warning, significa che un errore ha impedito allo scambio SXG di soddisfare i requisiti della cache.
  • Se è presente un'intestazione Location, significa che lo scambio non è stato ancora recuperato dalla cache. Questo non è un errore nello scambio SXG.

Indipendentemente dalla risposta, la cache accoda all'URL originale la richiesta di una copia aggiornata. Se e quando questa richiesta viene gestita dipende da diversi fattori, tra cui la frequenza di scansione di Googlebot impostata per il tuo sito.

Google non memorizza nella cache gli scambi SXG per un tempo superiore al valore expires della firma SXG o alla durata di aggiornamento delle intestazioni esterne non firmate della risposta SXG.

Per le pagine AMP, puoi utilizzare lo strumento Controllo URL per eseguire il debug degli errori di memorizzazione nella cache.

Seguire le novità

Iscriviti alla mailing list webpackaging-announce per non perderti nessuna novità relativamente alle seguenti modifiche:

  • Modifiche alla cache SXG di Google che determinano il ritiro di funzionalità o ne rendono disponibili di nuove.
  • Importanti modifiche a Web Packager per strumenti SXG, modulo NGINX SXG e libsxg.

Se hai domande relative a SXG nella Ricerca Google, visita la Community di assistenza di Search Central.